Luca Lorandi: “Giaguari giovani, ma contro i Guelfi ce la giochiamo”

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Luca Lorandi è coach di lungo corso e ne ha viste tante nellle stagioni passate sulla sideline. Quest’anno è approdato a una franchigia storica come i Giaguari Torino che, neanche a dirlo, è riuscito a portare ai play off al termine di una annata particolare almeno come andamento. E ora, domani pomeriggio, l’appuntamento contro i Guelfi Firenze per una wild card tutta da gustare.

Una stagione anomala quella dei Giaguari: partiti malissimo, 0-6, e poi due vittorie  con Warriors Bologna e Dolphins Ancona che hanno permesso di agganciare l’ultimo posto utile dei play off

“Appena presentato il calendario a Febbraio si era capito che l’inizio sarebbe stato tutto in salita; e così di fatto è stato fino alle ultime due partite. Una squadra giovane, con ragazzi Under19 e addirittura qualche Under17. Una rosa dove il fattore preponderante non è stato certamente l’esperienza quanto piuttosto la spensieratezza e la capacità di non ragionare troppo.

Poco peso psicologico e ragazzi atleticamente veloci, questo il mix che ci ha portato fin qui. L’inizio di campionato è stato una sorta di rodaggio della stagione, per poi iniziare a giocare un buon football già a partire dalla partita con i Seaman.

E infine i successi con Warriors e Dolphins. Nel complesso una preparazione volutamente ritardata per arrivare al top a fine campionato, sapendo di doverci giocare tutto nelle ultime due partite della stagione regolare”.

Questo è l’anno del quarantennale per i Giaguari

“La scorsa stagione ha rappresentato un giro di boa a livello societario, con una dirigenza purtroppo ridotta al lumicino in seguito alla scomparsa di alcune figure importanti del nostro gruppo e con tutta la gestione finita sulle spalle dell’attuale presidente Cerra.

Quest’anno i Giaguari Torino compiono 40 anni e questo quarantesimo volevamo festeggiarlo bene. Il nostro obiettivo era quello di arrivare ai play-off, lo abbiamo centrato e siamo pertanto contenti”.

Come arriva la squadra alla sfida contro Firenze? Il roster sarà al completo?

“Le ultime due partite hanno lasciato il segno in particolare a livello difensivo. D’altro canto, però, dopo due settimane di stop rientra Alberto Ghio, pedina importante per il nostro roster. Abbiamo qualche acciacco ma in linea di massima siamo la squadra di sempre e ce l’andiamo a giocare a viso aperto.

Dall’altra parte incontreremo una squadra che nei giocatori italiani è al nostro livello e poi ha un giocatore, lo statunitense Silas Nacita, che come import straniero è sicuramente sopra la media del nostro campionato. Speriamo però che quella di sabato sia la sua peggior partita giocata in Italia”.

I Guelfi hanno nel reparto offensivo la loro punta di diamante essendo il secondo attacco del campionato: ha in mente qualche tattica particolare per provare ad arginarli?

“Il gap è importante, la difesa soffrirà sicuramente e quindi l’attacco cercherà di fare del suo meglio per compensare. Loro sono il secondo attacco della Lega ma il loro gioco passa quasi esclusivamente dalle mani di un singolo giocatore.

Noi siamo il terzo attacco del campionato e qualche freccia in faretra l’abbiamo. A noi piace lanciare la palla, a loro correre la palla con Nacita. Faremo vedere le nostre capacità e sappiamo che nel nostro piccolo di roster “italianissimo” molti appassionati tiferanno per noi”.

Si parla molto della coppia avversaria Nacita-Hawthorne ma anche la vostra coppia Wright-Seck non è affatto da sottovalutare.

“Ricordiamo che Seck non è americano ma un giocatore italianissimo delle nostre giovanili, che ha avuto la fortuna di andare a giocare in NCAA. Il suo ritorno ha marcato l’esplosione del nostro attacco.

Abbiamo iniziato ad avere almeno sei target dal punto di vista dei ricevitori assolutamente incredibili e quindi non esiste in Italia una difesa in grado di fermare così tanti ricevitori. Credo senza ombra di dubbio che sia il pacchetto più forte in questo momento, anche comparato a squadre molto più titolate della nostra”.

A fine luglio ci sarà l’Europeo Under 19 e la nostra nazionale affronta la Danimarca, uno delle più forti del lotto. Come sta la squadra?

Non so ancora dire come arriverà la squadra, essendo molti giocatori ancora impegnati con i club. Al momento del raduno avremo un quadro più chiaro.

Rispetto a quanto visto nel precedente raduno di Gennaio abbiamo però iniziato a intravedere alcuni talenti, ahimè quasi tutti Under18 e che rendono quindi quasi due anni di età agli avversari. Siamo qui per costruire un programma e questa squadra, con un’età media bassa, durerà molto e potrà fare sia questo che il prossimo Europeo.

La squadra che ha giocato a Parigi gli ultimi campionati europei è completamente scomparsa. Abbiamo soltanto uno-due giocatori nel roster attuale e e siamo praticamente ripartiti da zero. Bisognerà anche avere un po’ di fortuna e trovare lo stato di grazia al momento della competizione. Noi arriviamo con un campionato giovanile terminato a dicembre scorso mentre le altre nazioni terminano a giugno.

Potranno quindi essere più in palla all’inzio ma cercheremo in tutti i modi di colmare questo gap. La Danimarca è tosta ma anche Francia, Austria e le altre non sono da meno. Tutti team dotati di programmi strutturati, ben costruiti e di lungo termine; aspetti che noi stiamo iniziando a curare ora.

Dove possono arrivare gli azzurrini? Si può sognare il colpaccio?

“Il colpaccio si può fare anche al totocalcio o al superenalotto, basta avere un pò di fortuna!!! Nel football ci sono fattori quali capacità tecnica, atletica ed esperienza dei giocatori che risultano elementi preponderanti.

Giocatori poco esperti difficilmente vincono appuntamenti importanti; noi vogliamo costruire questa esperienza affinché si possa tramandare ogniqualvolta la nazionale italiana venga convocata”.

Sia lei che coach Giuliano ci avete detto che le nazionali Under19 e Senior sono molto giovani e che possono avere un lungo futuro, con ragazzi che possono giocare a lungo insieme. C’è quindi una ripresa del football americano in Italia.

“La ripresa del football americano in Italia non deve essere intesa solo in termini di affiliati alla federazione e numero di attori dello sport. E’ fondamentale anche avere un programma integrato tra junior e senior, come fatto per esempio da me e da coach Giuliano.

Occorre abbattere le barriere di terminologia e metodologie di allenamento che tuttora esistono. Le nazionali devono poter avere stili comuni che non permettano l’emergere di difficoltà nei passaggi di categoria da nazionali giovanili a nazionale senior”.

Da Outsider Sportnews

special thanks to Gianluca Boserman

foto Dario Fumagalli

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