Piccolo manuale del gioco

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Il campo ha una lunghezza di 100 yard (circa 91 metri) a cui si aggiungono altre 20 yard per le aree di meta. È tagliato orizzontalmente da righe che distano 10 yard l’una dall’altra che servono per rendere immediata la comprensione della distanza dal touchdown: in corrispondenza di queste righe al di fuori del campo infatti sono posti dei segnalatori (di solito di colore gial- lo con scritta nera) che indicano la distanza dal touchdown più vicino. La lettera “G” invece indica la linea di meta o goal line. La goal line è la linea che delimita l’inizio della end zone (area di meta). I punti possono essere fatti in diversi modi: touchdown, field goal, extra point, safety. Il primo è il più classico e si tratta della semplice meta: per riuscire nel touchdown è necessario che un giocatore porti la palla (o la riceva trovandovisi già dentro, ad esempio su un lancio) oltre la linea di meta (goal line) della squa- dra avversaria prima di essere atterrato: per ogni meta segnata si ottengono 6 punti e la possibilità di tentare un extra point. L’extra point o trasformazione si gioca dopo il touchdown e consiste in un’azione singola in cui si può calciare tra i pali o ten- tare di nuovo una meta, partendo dalla linea delle 3 yard, per ot- tenere rispettivamente 1 e 2 punti aggiuntivi ai 6 già segnati pre- cedentemente; nel caso l’azione fallisca la palla viene comunque rimessa in gioco con un kickoff. Nel field goal o calcio piazzato la palla (tenuta ferma da un giocatore e calciata dal kicker) deve essere invece calciata tra i pali posti alla fine della end zone av- versaria: il field goal vale 3 punti e si calcia generalmente sul 4° down, quando non si ritenga di poter proseguire il drive (possesso di palla), come vedremo tra poco. Ultimo modo per ottenere punti è il safety: azione piuttosto rara da vedere perché si tratta di un placcaggio (atterramento) di un avversario nella sua area di meta; nel caso si verifichi, dopo la segnatura (che vale 2 punti) la palla viene rimessa in gioco da chi ha subito il safety e torna ad attaccare la squadra che ha effettuato l’atterramento (in tutte le altre segnature avviene invece il contrario). Il gioco: a rigor di logica, più si è vicini alla end zone avversaria più facile è segnare. Per questo le squadre, in attacco, han- no a disposizione quattro tentativi (down) per percorrere almeno 10 yard.

Nel caso non vi riescano la palla passa agli av- versari che cercheranno a loro volta di arrivare a ridosso dell’end zone per tentare una segnatura. In caso si superi l’avanzamento minimo (segnalato a bordo campo dalle catene segnadown) il conteggio viene azzerato e la squadra ottiene altri 4 tentativi per percorrere 10 yard. Per fare avanzare la palla gli attaccanti pos- sono scegliere tra due soluzioni: lanciare o correre. Nel primo caso dopo lo “snap” della palla (il passaggio tra il centro e il quarterback) il quarterback si posizionerà qualche metro dietro la propria linea così da essere difeso e quindi lancerà la palla in avanti verso uno dei compagni che nel frattempo si sarà portato in posizione; s e invece il coach decide per una corsa a terra la palla verrà conse- gnata nelle mani di uno dei running back (schierati dietro il quar- terback) che cercherà di avanzare grazie ai blocchi dei compagni di squadra. Come si diceva prima, se al 4° down non si ritiene di poter guadagnare abbastanza yard per “chiudere il down” (otte- nere cioè un’altra serie di 4 down), si può decidere di calciare un field goal per ottenere 3 punti oppure, qualora la distanza fosse eccessiva, si effettua un punt, cioè un calcio non piazzato, con palla che contrariamente a quanto avviene per il field goal non viene tenuta ferma a terra (“piazzata”) ma ricevuta dal calciato- re, detto punter, che la prende poi la calcia come fa un portiere che effettua un rinvio dopo una parata. Le squadre sono composte da undici giocatori l’una. Le azioni di difesa e di attacco si alternano in modo piuttosto netto ed ogni squadra è quindi composta da un team di attacco ed uno di difesa che si avvicendano sul campo: le sostituzioni sono illimitate e i coach possono decidere anche di cambiare l’intera squadra ad ogni azione. Oltre ai team di attacco e di difesa esistono gli special team che entrano in gioco solo nel- le situazioni di cambio palla (field goal, punt, kickoff) e per gli extra point dopo un touchdown. A causa del numero piuttosto elevato di regole e delle azioni concitate sul campo sono pre- senti da un minimo di 4 fino ad un massimo di 6 arbitri che si dispongono sia sulle linee di fuori che all’interno del terreno di gioco.

I ruoli

Attacco:
Quarterback (QB) Running Back (RB) Centro (C) Guardia (G) Tackle (T) Tight End (TE) Wide Receiver (WR)

Difesa:
Nose Guard (N) Defensive End (DE) Defensive Tackle (DT) Linebacker (LB) Cornerback (CB) Strong Safety (SS) Free Safety (FS)

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